La Martorana: un dolce viaggio tra tradizione, creatività e memoria

Entusiasmo, curiosità e tanta voglia di mettersi in gioco hanno accompagnato i ragazzi di Nuova Sorgente ODV in un viaggio alla scoperta di una delle tradizioni più belle e affascinanti della cultura siciliana: la frutta Martorana.

Siamo partiti dal racconto delle sue origini, tra storia e leggenda, per scoprire il significato di questa antica tradizione, che ancora oggi arricchisce le nostre tavole e custodisce una parte preziosa dell’identità siciliana.

Poi è arrivato il momento più atteso: mani in pasta e spazio alla fantasia!

Dalla lavorazione della pasta reale alla creazione dei piccoli frutti colorati, fino alla loro confezione, ogni ragazzo ha potuto sperimentare, imparare e dare forma alla propria creatività. Un’esperienza fatta di manualità, collaborazione, pazienza e, naturalmente, tanto divertimento!

Ma il nostro viaggio non si è fermato qui.

Abbiamo concluso il laboratorio con la lettura de “Il giorno dei morti” di Andrea Camilleri, immergendoci nelle tradizioni popolari siciliane legate alla commemorazione dei defunti del 2 novembre.

Ed è stato proprio durante questo momento che abbiamo vissuto una delle sorprese più belle dell’intera esperienza.

Abbiamo scoperto, attraverso i racconti dei ragazzi, che questa antica tradizione è ancora viva in molte delle loro famiglie. Sono stati proprio loro a raccontarci come si tramandi ancora oggi l’usanza del “cannistru”, il tradizionale cestino colmo di dolci e piccoli doni che, secondo la tradizione, i defunti portano ai bambini.

Con entusiasmo, i ragazzi hanno condiviso i ricordi e le consuetudini delle proprie famiglie: il cestino nascosto in casa, l’attesa, la ricerca e, infine, la gioia di ritrovarlo pieno di sorprese.

In quel momento è accaduto qualcosa di particolarmente significativo: i ragazzi, da ascoltatori, sono diventati narratori, condividendo con gli altri un patrimonio di ricordi, gesti e tradizioni ricevuto dalle proprie famiglie.

È stato bello scoprire come una semplice attività laboratoriale possa trasformarsi in un’occasione di incontro tra generazioni, nella quale il passato dialoga con il presente e la memoria diventa esperienza condivisa.

Per noi di Nuova Sorgente, anche questo significa educare: aiutare i ragazzi a conoscere le proprie radici, riconoscerne il valore e sentirsi parte di una storia che continua.

Perché le tradizioni non vivono soltanto nei libri o nei racconti del passato. Vivono nelle mani che imparano, nelle parole che ricordano e nei gesti che si tramandano.E quando i ragazzi diventano protagonisti e custodi della memoria, la tradizione non si limita a sopravvivere: continua a vivere, a rinnovarsi e a costruire legami.